La Parola
del Giorno

Impara a Giocare a La Parola del Giorno

Prima volta con La Parola del Giorno? Scopri le regole, impara il significato dei colori e prova le strategie migliori per risolverla con il minor numero di tentativi possibile.

Le regole: inizia subito a giocare

Ogni giorno ti aspetta una parola segreta di 5 lettere. Hai 6 tentativi per indovinarla. Dopo ogni tentativo, i colori ti dicono quanto sei vicino:

Il tuo primo tentativo: prova subito

  1. Scegli una prima parola intelligente. Inizia con una parola che contenga vocali diverse e consonanti frequenti. Prova AIUTO, REGIA, STELO o BRANO.
  2. Scrivi la parola e premi Invio. Le cinque caselle si colorano subito: scopri quali lettere sono giuste, quali spostare e quali eliminare.
  3. Analizza i colori prima del prossimo tentativo. Non avere fretta: ogni tentativo deve sfruttare le informazioni ottenute dai precedenti.
  4. Ripeti finché non indovini! A ogni tentativo ridurrai le possibilità. Riesci a trovare la parola prima del sesto tentativo?

Vuoi vincere in 3 tentativi o meno?

I migliori giocatori combinano logica, vocabolario e conoscenza dei pattern italiani. Prova queste tecniche:

Particolarità del gioco in italiano

A differenza dei giochi di parole in inglese, La Parola del Giorno include le vocali accentate e altre particolarità della nostra lingua. Ecco alcuni consigli specifici:

Quando cambia la parola?

La parola cambia ogni giorno alle 6:00 del mattino (ora di Roma). Tutti i giocatori ricevono la stessa parola, il che permette di confrontare i risultati e condividerli.

Condividi il tuo risultato senza spoiler

Al termine della partita (che tu vinca o perda), puoi copiare il tuo risultato sotto forma di quadratini colorati e condividerlo su WhatsApp, Twitter o qualsiasi social network. Il formato mostra quanti tentativi ti sono serviti senza rivelare la parola, così i tuoi amici possono provarci da soli.

La mentalità del buon giocatore

I giocatori che risolvono regolarmente in tre o quattro tentativi non hanno necessariamente un vocabolario più ampio degli altri. Quello che li distingue è il metodo. Trattano i primi tentativi come domande, non come tentativi di indovinare. Ogni parola inserita serve a ottenere informazioni — quali lettere ci sono, quali no, dove si trovano — e solo dal secondo o terzo tentativo in poi si concentrano sulla soluzione vera e propria.

Questa distinzione è fondamentale. Chi cerca di indovinare subito rischia di sprecare tentativi su parole improbabili. Chi raccoglie informazioni prima di tirare le conclusioni arriva alla soluzione con più sicurezza e meno ansia. È un approccio che funziona in qualsiasi gioco di logica, ma in un gioco di parole italiano si nota in modo particolare, perché la regolarità della lingua premia chi ragiona per schemi.

Un altro aspetto importante è la pazienza. Quando arrivi al quinto tentativo e in testa hai due o tre parole plausibili, la tentazione è tirare a indovinare. Invece, fermati un momento. Ripassa i colori che hai ottenuto, pensa a quali combinazioni di lettere sono ancora compatibili e scegli la parola che elimina il maggior numero di alternative. Anche quando sembra impossibile, la soluzione è quasi sempre raggiungibile — basta non avere fretta.

La regolarità dell'italiano: un vantaggio concreto

L'italiano è una lingua fonetica: ogni lettera corrisponde quasi sempre allo stesso suono. Questo significa che, a differenza dell'inglese — dove COUGH, THROUGH e THOUGH si scrivono in modo simile ma si pronunciano in modo completamente diverso — in italiano la scrittura riflette fedelmente la pronuncia. Per il giocatore, questa prevedibilità è un'arma potente.

In italiano, C davanti ad A, O, U si pronuncia /k/ (CASA, CORDA, CUBO). Davanti a E o I diventa /tʃ/ (CENA, CIAO): per ottenere il suono /k/ davanti a E o I si scrive CH (CHIESA, CHILO). Lo stesso vale per G: GA, GO, GU danno /g/ duro, mentre GE, GI danno /dʒ/ — per il /g/ duro davanti a E o I si scrive GH (GHIRO, GHETTO). Questa trasparenza permette di ragionare sulle parole anche senza averle mai viste scritte: se le pronunci mentalmente e hanno senso, probabilmente esistono nel dizionario.

Le vocali accentate seguono la stessa logica. Se una parola finisce con il suono tonico sulla A, quasi certamente si scrive con -À: CITTÀ, ANDRÀ, VERRÀ. Questa coerenza rende il gioco particolarmente soddisfacente: le regole sono chiare, e chi le conosce gioca meglio.

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